Le 5 generazioni della Famiglia Alberti: una storia, quattro proverbi

La storia della Famiglia Alberti non è solo una cronaca d’impresa, ma un viaggio dentro la cultura friulana. Dal 1875 a oggi, cinque generazioni si sono tramandate un patrimonio di valori, lavoro e sapienza artigianale che ha reso La Casa del Prosciutto – Alberti 1906 un punto di riferimento in Italia e nel mondo.

Abbiamo deciso di raccontare questa storia attraverso le voci dei suoi protagonisti e dei loro proverbi più utilizzati, ovviamente in Friulano che da sempre è la lingua identitaria del nostro territorio.

Parole antiche che custodiscono saggezza e che, come la stagionatura del prosciutto, hanno attraversato il tempo senza perdere sapore.

Prima generazione: Luigi Alberti

Nel 1875 Luigi Alberti avvia a Fagagna un’attività di commercio di coloniali, cereali, spezie, salumi e vini. Nel 1906 il figlio Osvaldo trasferisce l’azienda a San Daniele del Friuli, intuendo le potenzialità commerciali e introducendo anche il servizio di trasporto alimentare con carri trainati da cavalli.

Il proverbio che meglio rappresenta i sacrifici di questi anni è:

“Il pan di paron al à siet crostes.”
 (Il pane del padrone ha sette croste).

Lavorare per altri è sempre più faticoso che lavorare per sé stessi. Luigi lo sapeva bene: ogni passo avanti significava sacrificio, fatica e il coraggio di chi non teme di spezzare “sette croste” pur di costruire qualcosa di solido.

Luigi Alberti fondatore dell’azienda a Fagagna nel 1875

Seconda generazione: Osvaldo Alberti

Osvaldo Alberti produzione delle prime cosce di suino nero di Fagagna

Gli anni della crisi del ’29 e le difficoltà del dopoguerra non fermano Osvaldo, il figlio di Luigi. Negli anni ’30 sceglie di puntare tutto sul maiale, in particolare sulle cosce dei suini neri di Fagagna, gettando così le basi del prosciutto di San Daniele.

Qui il proverbio che lo accompagna è:

“A maridâsi si sta ben un mês, a copâ il purcît si sta ben un an.”
 (A sposarsi si sta bene un mese, ad ammazzare il maiale si sta bene un anno).

Il senso è chiaro: la gioia è effimera, ma le cose concrete e tangibili – come la carne stagionata o i salumi che garantiscono benessere per mesi – hanno un valore più duraturo. Da questa filosofia nasce l’idea di trasformare le cosce del maiale in un prodotto di qualità: il prosciutto crudo stagionato.

Terza generazione: Napoleone e Caterina

Caterina Castellani guida azienda e ampliamento cantine

Dopo la Seconda Guerra Mondiale e una lunga prigionia, Napoleone Alberti rientra a San Daniele. Ma sarà la moglie Caterina Castellani a dare la svolta decisiva all’impresa: dagli anni ’50 guida l’azienda, amplia le cantine e trasforma l’osteria in un luogo di degustazione dedicato esclusivamente al prosciutto crudo.

“Ogni mês si fâs la lune, ogni dì si ’mpare une.”
 (Ogni mese si fa la luna, ogni giorno se ne impara una).

Caterina ha saputo imparare da zero un mestiere difficile, adattarsi e reinventarsi, fino a diventare il cuore pulsante della famiglia.  È stata in grado di gestire un’azienda così importante tanto da farsela lasciare in eredità dal papà di suo marito. Proprio come insegna il proverbio, ogni giorno portava con sé una lezione: Caterina dimostrò che chi è disposto a imparare e a mettersi in gioco può crescere e costruire qualcosa che resista nel tempo.

Quarta generazione: Carlo

Negli anni ’70, con Carlo Alberti e la sorella Anna, nasce ufficialmente il marchio “La Casa del Prosciutto” su suggerimento proprio di un cliente che si sentiva come a casa.

Subito dopo il terremoto del 1976, la mamma Caterina ricostruisce e rilancia l’attività, guadagnandosi la Medaglia d’Oro della Camera di Commercio. Negli anni ’80 Carlo entra stabilmente in azienda, avviando uno stabilimento produttivo moderno nel cuore di San Daniele.

Qui troviamo un proverbio che diventa una filosofia di vita:

“Miôr vue che doman.”
 (Meglio oggi che domani).

Non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi: Carlo lo ha dimostrato prendendo in mano a soli 18 anni la gestione completa del prosciuttificio, costruito sulla base delle sue idee all’avanguardia e portando avanti con determinazione importanti investimenti che rendono ancora oggi questo stabilimento un esempio di evoluzione tecnologica per tutto il comparto produttivo del Prosciutto di San Daniele.

Carlo Alberti nascita marchio La Casa del Prosciutto

Quinta generazione: Marco e Luca

Marco e Luca Alberti nuova generazione del Prosciutto San Daniele

Dal 1997 con Marco e dal 1999 con Luca, la storia di famiglia trova nuova linfa. Con percorsi di studio in economia, gastronomia e management, i due fratelli hanno portato innovazione e visione internazionale, rimanendo però fedeli alle proprie radici.

Negli ultimi anni sono arrivati importanti traguardi: dal riconoscimento come Marchio Storico di Interesse Nazionale nel 2023, fino all’iscrizione al Registro delle Imprese Storiche nel 2024.

Questa è la nuova fase dell’attività di famiglia: una tradizione che guarda al futuro, con la stessa determinazione che ha accompagnato la famiglia Alberti per quasi 120 anni.